Racconto due

Un fenomeno di abitudine fa terminare le notti dopo sei ore. Nella generalità dei casi questo avviene alle sette e venti del mattino. Passi venti trenta secondi a estendere muscoli e tendini ed esci dal letto. Ai tempi del tuo primo contratto il torpore e lo stordimento del mattino erano un piano distinto di pensiero, ritrovarti sveglio e lucido dal primo sintagma è stato strano, all’inizio.

Ora guardi il mare e il cielo fuori dalla finestra. E’ importante sapere a che tempo si va incontro e a che giornata si va incontro. Aspetti che il caffè sia pronto e te ne versi una tazzina, sorseggiandolo davanti alla stessa finestra accendi una sigaretta.

Sono stati i giorni di Proxima e di Alpha a darti questa vita, devi tenerlo sempre bene a mente, le configurazioni acceleravano esponenzialmente e i teorici della velocità di ciclo sorridevano soddisfatti leggendo i reports sulle tue giornate appena trascorse.

La nicotina, legandosi a specifici recettori, aumenta la produzione di dopamina, la nicotina stessa interviene a rallentarne la demolizione e prolunga il piacere. Ti hanno chiesto se desiderassi smettere di fumare, l’abitualità della domanda sottintendeva la facilità del processo. Aspiri forte il risultato della combustione di carta e tabacco, il sistema nervoso centrale reagisce vibrando di piacere. L’abitualità della domanda sottintendeva anche che nessuno muore in Lega, nessuno neanche si ammala, in Lega, senza un motivo più valido del tabagismo. Devi andare in bagno.

Ogni mattina guardi il mare e il cielo fuori dalla finestra, sorseggi il primo caffè, aumenti la dopamina presente nel sangue, avverti lo stimolo della defecazione, fai la doccia, ti radi, lavi i denti, ti vesti, asciughi i capelli, esci di casa. Sono stati i giorni di Proxima e di Alpha a darti questa vita, devi tenerlo sempre bene a mente.

Ora guidi la tua automobile da settantacinquemila crediti verso la sede locale della Wpl, il mare ti scorre accanto frastagliato da poche onde sparse, il disegno complessivo ricorda i grafici di Iwik nella sala controllo centrale, così come appaiono ora corrisponderebbero all’incirca ad un uomo comune, fermo sulla soglia di casa, che decida se gli serve l’ombrello. Ian Iwik ha smesso di risponderti al telefono, la ventitreesima notte, una voce meccanica ti informava che il dottor Iwik era momentaneamente assente e ti pregava di richiamare, all’epoca hai pensato che la Wpl bruciasse come gli edifici di Proxima e che Ian Iwik fosse morto o stesse per farlo. 

Rallentando per fermarti ad un rosso osservi una giovane donna attraversare la strada spingendo davanti a sé una carrozzina. Quando sei fermo a cinque metri da lei volta la testa a guardarti. I suoi occhi sono verdi come il mare alla tua sinistra, distogli lo sguardo sul semaforo aspettando che scatti. I teorici devono aver brindato, la notte che Proxima è esplosa e le configurazioni hanno raggiunto livelli inauditi, portandosi dietro la tua testa e il tuo contratto di debutto.

A ventun anni quel contratto ti era sembrato una manna scesa dal cielo sulla testa di un ragazzino cresciuto nel vivaio della Wpl, te ne sei nutrito avidamente fino a prosciugare il tuo conto-crediti. Allora la Lega era stata accomodante, uno zelante funzionario sorrideva untuoso nel concederti nuovo credito, Iwik era sempre disponibile ad informarti sui tuoi dati e le tue statistiche, meno di un anno dopo la Wpl ha rescisso il contratto per inadempimento e ti ha citato in giudizio per i danni occorsi, un procedimento interno è stato avviato per accertare le tue responsabilità in seguito ai fatti di Proxima. Te ne fregava meno di zero, a soli vent’anni la tua carriera era irrecuperabile e la tua situazione economica disperata, avevi pensato erroneamente che non avrebbero potuto portarti via molto più di quello. E la tua squadra, del resto, era bruciata insieme a Proxima e al tuo contratto e al tuo cervello.

Ora parcheggi nel posto-auto riservato a venti metri dalla sede locale della Lega, un mastodonte di acciaio e vetro scintillante nel sole giovane del mattino, lettere imperiose a settantacinque metri d’altezza, l’atmosfera di pulizia e progresso quasi sacrale dei viali d’accesso e dei parcheggi riservati, la superficie a specchio dell’edificio che rivela di sé solo l’immagine dell’osservatore. La Lega è efficienza e discrezione, la Lega è potere e credibilità, la Lega si situa al primo posto nella classifica delle multinazionali, così come stilata mensilmente dal Financial Times.

Facendo il tuo ingresso nella hall accenni saluti ai portieri e ad un paio di receptionists, il marmo lucido riflette una tua immagine opaca mentre procedi verso gli ascensori riservati e leggi ritualmente la scritta in maiuscole nere sul muro antistante l’ingresso.

WORLD PROFESSIONISTS LEAGUE

E sotto, in caratteri corsivi, la volontà di potenza della Lega, il meccanismo di sostituzione a cui essa deve il suo potere.

“more than life, better than life”

Al tuo quick dei tempi di Proxima una volta hai detto, appena prima che Proxima esplodesse, quando non sospettavate ancora quello che sarebbe successo, esprimendoti in inglese perché era quello che richiedeva il protocollo: “it’s not the sugar, you see, it’s the coffee itself.”  Avevi trovato che il caffè dell’Hyatt di Proxima fosse troppo amaro, ti aveva chiesto perché non ci avessi aggiunto altro zucchero. La Lega aveva comprato l’intero albergo, o forse lo possedeva già, non ricordi.

Ora ordini la colazione sfiorando sullo schermo di un terminale del bar le opzioni di tua preferenza, l’intelligenza artificiale una cui goccia infinitesimale anima il terminale conosce i tuoi gusti e le tue necessità alimentari elaborate in base ad esami medici quotidiani ed impalpabilmente invasivi. Potresti darle mandato di farti servire la combinazione alimentare ottimale sfiorando un solo tasto o vagare per qualche minuto nel paradiso delle possibilità richiamandone proiezioni tridimensionali sullo schermo, puoi orientarti fra suggerimenti e prospetti dietetici, richiedere calcoli al quarto decimale dei minerali di cui abbisogni o un programma dietetico che ti conduca alla morte nel numero esatto di giorni richiesti. Se avessi il diabete l’AI potrebbe farti servire un dolce contenente la dose letale di zuccheri e quel dolce avrebbe un buon sapore e un aspetto invitante. Una cosa che la Wpl non fa, per espressa disposizione contrattuale, è interferire con il libero arbitrio.

In un angolo della zona fumatori termini una miscela di caffè, cacao, latte ed altri stimolanti e accendi una sigaretta guardando il cielo terso attraverso il cristallo azzurrato, spostando lo sguardo sulla terra ti chiedi se ci sia qualcosa di più scontato dell’associare l’idea dell’altezza all’idea della grandezza.

Una voce femminile ti distoglie da questi pensieri oziosi.

“Ti disturbo?” L’hai trovata molto bella dal primo momento in cui l’hai vista, lei c’ha pensato su per qualche minuto ed è venuta a stringerti la mano presentandosi con un bel sorriso e una qualifica molto ambita, forse ha comiciato a volerti bene quando non le hai chiesto niente.

Scrolli solo le spalle, vuoi dire che non c’è nessun motivo per porti quella domanda. Si siede con un sorriso, “Davi l’idea di non voler essere disturbato” dice affondando i denti in una mela, la mano sinistra a scorrere dalla prima alla seconda pagina un prospetto informativo interno. Vuoi andarci a letto dal primo giorno in cui l’hai conosciuta, ti vengono in mente i saggi di Studder sulla demolizione dei termini del linguaggio. Per non esprimerle l’arroganza del tuo punto di vista sull’essere avvicinato, esegui un processo logico-sintattico che da un’ipotetica e una conclusiva negativa porta a un’affermativa e una causale negativa di cui potresti cassare la congiunzione e dire “non mi disturbi.”

“Mi fa piacere”, assimili. 

Ora osservi le configurazioni pulsare sotto forma di grafici nella sala di controllo centrale un tempo appartenuta ad Iwik, onde placide e concentriche di una bimba che dorme, qualche pensiero ricorrente che frastaglia il laghetto silenzioso della sua serenità. Sono stati i giorni di Proxima e di Alpha a darti questa vita, devi tenerlo sempre bene a mente, mentre calcoli distrattamente l’incremento di valore delle tue azioni Wpl o mentre osservi vecchie registrazioni di una bambina che un’assicurazione medica scaduta non ha potuto salvare.

 Appena un anno dopo la Lega ha archiviato il procedimento a tuo carico e rinunciato all’azione in sede civile durante una stessa grigia mattina di novembre, non una settimana più tardi hai firmato un nuovo contratto, questa volta da dirigente, sotto lo sguardo professionalmente benevolo dell’amministratore unico della Lega Mondiale Professionisti.

I teorici della velocità di ciclo devono aver brindato, la notte che Proxima è esplosa e le configurazioni hanno accelerato esponenzialmente portandosi dietro il tuo cervello e il tuo contratto di debutto, e al tuo quick di quei tempi una volta l’hai detto, esprimendoti in inglese perché era quello che richiedeva il protocollo: “It’s not the sugar, you see, it’s the coffee itself.”

Pubblicato da tungstano

Scrivo un blog letterario, o almeno ci provo.

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